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Un momento dei lavori


MILANO - Quella di martedì 13 settembre a Milano, è stata una riunione del Comitato dei Presidenti e dei Rappresentanti dei Gaa che ha segnato un cambio di passo nel rapporto sinergico tra lo Sna e i Gruppi aziendali.
La relazione introduttiva del Presidente Dario Piana era stata infatti molto chiara nel delineare le problematiche principali che condizionano la vita professionale e imprenditoriale degli agenti di assicurazione, a partire dall’annosa questione della titolarità e della proprietà industriale dei dati raccolti dalla clientela e dalle ricadute potenzialmente devastanti del Regolamento 51 che obbliga gli agenti ad utilizzare il Preventivatore Ivass prima di emettere o rinnovare i contratti Rcauto. Altrettanto netta la sua esortazione riguardante la “necessità di compattare le forze e di allargare le difese, stabilendo quali siano le cose concrete che, al di là delle dichiarazioni di principio, possono essere fatte per neutralizzare i pericoli corsi dalla categoria”.
Nel suo intervento il Vicepresidente Salvatore Palma aveva, dal suo canto, esortato a “prendere atto che il mercato è profondamente cambiato e a riflettere se il vero pericolo risieda nel tentativo delle mandanti di prendere contatti diretti con le sottoreti e il personale di agenzia, di appropriarsi della gestione complessiva del dato per rivolgersi direttamente al cliente, di ridurre drasticamente il numero di agenti, di invertire i flussi di cassa incassando i premi sui propri conti correnti e se queste scelte aziendali costituiscano i diversi tasselli di una stessa strategia volta a disintermediare il mercato anche nel presidio del territorio”.
Numerosi e puntuali gli interventi dei Presidenti di Gruppo che hanno dimostrato un’ampia unità di vedute e, quello che più conta, di intenti allo scopo di tutelare la titolarità autonoma nell’utilizzo dei dati e la proprietà dei data base che li contengono, imperniati sull’analisi dei bisogni espressi dalla clientela nella fase precontrattuale.
È stata inoltre espressa grande consapevolezza circa i rischi che il rispetto dell’obbligo di utilizzo del Preventivass comporterebbe per tutta la categoria e in particolare per i plurimandatari le cui prerogative consulenziali sarebbero gravemente messe in pericolo dalle nuove procedure burocratiche connesse alla preventivazione dei contratti base offerti da ciascuna delle compagnie rappresentate. Ne è conseguito l’impegno unanime a sostenere ogni azione il Sindacato intenda mettere in atto per salvaguardare i diritti degli agenti.
Una sorta di ultimatum è stato poi indirizzato dalla platea dei Presidenti di Gaa all’Ivass in ordine alla liceità dell’attività svolta dalle Mutue rispetto alla quale l’Autority procrastina da troppo tempo la pronuncia di un parere vincolante, nonostante il volume degli affari e l’esposizione delle obbligazioni assunte dalle SMS siano ormai tali da porre seri dubbi sulla tenuta dell’intero sistema.
Al Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi che nel suo intervento introduttivo aveva enucleato le azioni deliberate dall’Esecutivo Nazionale, dal ricorso al TAR alla mobilitazione generale della categoria e alla disobbedienza civile, i Presidenti intervenuti, rappresentanti nell’occasione oltre i ¾ del mercato, hanno espresso infine la volontà di costituire una delegazione dedicata a mettere a punto, di concerto con i vertici del Sindacato, gli strumenti più idonei a sostenerne l’attività in sede istituzionale e politica.
Il Presidente Demozzi al termine dell’incontro si è detto “molto soddisfatto degli esiti scaturiti dal dibattito” e certo che sia “possibile imprimere una svolta al movimento sindacale, proprio a partire dal rafforzamento del rapporto di cooperazione preventiva tra i negoziatori di primo e di secondo livello”. Non c’è dubbio ha aggiunto, che “tutti devono fare la loro parte, compresi i colleghi iscritti cui non deve sfuggire l’obbligo e l’interesse di rispettare le direttive impartite per il loro bene dal Sindacato, ma è altresì vero che il primo compito di quella che sono solito definire ”avanguardia” consiste nel far crescere la cultura e la sensibilità sindacali soprattutto nei colleghi che sembrano rassegnati allo strapotere delle imprese”.
Roberto Bianchi

GRUPPI AZIENDALI ACCREDITATI SNA

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