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Rcauto, pratiche scorrette e condotte ingannevoli, sanzione da 5 milioni di euro comminata dall'Antitrust sia a Generali sia a UnipolSai. Demozzi (Sna

Davide Nicolao

 

MILANO - Gli agenti della più grande compagnia italiana (Generali, ndr) provenienti dall’ex Ina-Assitalia, hanno dato vita recentemente al Congresso del loro gruppo aziendale agenti (Anagina, ndr). L’assise ha fornito indicazioni interessanti sul percorso degli intermediari del Leone in una fase travagliata e complessa della storia della compagnia. Tra le novità più rilevanti spicca la decisione del vertice di Anagina di entrare, in qualità di azionista, nel capitale di Generali, con l’acquisto di un numero importante di azioni, utilizzando i fondi della Cassa di Previdenza. Anagina riunisce poco più di 300 agenti, che però rappresentano, stando a quanto si apprende dalla stampa, una raccolta premi che nel 2021 avrebbe superato i 4 miliardi di euro (ramo vita compreso).
In apertura dei lavori congressuali il presidente del Gruppo agenti, Davide Nicolao, ha annunciato di persona che la Cassa di previdenza di Anagina avrebbe acquistato, fino a quel giorno, 750 mila azioni di Generali, con un investimento complessivo di ben 13 milioni di euro. A quanto si apprende, il progetto non si sarebbe ancora completato, visto che gli acquisti potrebbero proseguire almeno fino al raggiungimento di un milione di azioni. Si tratta evidentemente di un avvenimento storico per un Gruppo agenti, che apre scenari fino ad oggi solo immaginati.
“L’investimento di una somma tanto rilevante mediante l’utilizzo dei fondi destinati alla previdenza dei colleghi rappresenta certo una decisione molto coraggiosa”, ha affermato il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che non nasconde “perplessità circa la situazione nella quale viene ora a trovarsi questo anomalo gruppo agenti. Anagina ha scelto di essere azionista di Generali, per cui sarà davvero difficile immaginare che ne possa essere anche controparte, così come non potrà certo ritenersi controparte di Ania, l’associazione delle imprese assicuratrici di cui proprio Generali è uno dei massimi contribuenti”.
Alla domanda se in questa nuova veste di azionista dell’impresa, Anagina possa trovarsi in conflitto di interessi qualora dovesse sedersi ad un tavolo di contrattazione con la compagnia, Demozzi risponde laconicamente: “lascio giudicare ai colleghi agenti, ma in termini politico sindacali credo non ci siano dubbi!”.
La Redazione

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