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MILANO - Il progetto nel quale hanno creduto, tra gli altri, 5 giganti del settore come Aegon, Allianz, Munich Re, Swiss Re e Zurich, volge al termine nel modo meno glorioso: lo stato di insolvenza dichiarato dagli amministratori. Lo scopo della start up era quello di testare le possibili applicazioni della tecnologia al segmento degli smart insurance contract, cioè delle polizze assicurative attivabili senza intervento di personale, senza rete distributiva.
Appena cinque anni fa, le trionfanti dichiarazioni riportate dalla stampa specializzata dei vertici Allianz: “Siamo entusiasti del fatto che Allianz stia studiando questa tecnologia emergente insieme ad altri attori chiave del settore assicurativo – ha dichiarato Christof Mascher, Chief Operating Officer del Gruppo Allianz -. Questa iniziativa, che abilita modelli operativi alternativi basati sulla tecnologia in questione, ci può aiutare ad aumentare la trasparenza e l’efficienza del nostro operato, migliorando al contempo la customer experience dei nostri clienti” e quelle di Munich Re: “Harald Rosenberger, Responsabile Innovazione di Munich Re, ha commentato: La tecnologia Blockchain mostra la maggior parte del suo potenziale solo se è applicata all’interno di una rete di pari. Quindi B3i è un enorme vantaggio per il settore assicurativo nel suo complesso. Grazie a questa iniziativa siamo in grado di esplorare e plasmare il futuro utilizzo della Blockchain nelle assicurazioni e di fissare gli standard necessari per una vera digitalizzazione del mondo delle assicurazioni”). Secondo la rivista online Blockchain4 Innovation (direttore responsabile Mauro Bellini), l’uso delle Blockchain nell’universo delle assicurazioni avrebbe avuto “il potenziale per automatizzare numerosi processi, come la gestione dei reclami, permettendo così di ridurre i costi associati. Come? L’utilizzo più promettente è quello che fa riferimento agli smart contract, contratti intelligenti che possono sostituire gran parte delle attività condotte manualmente con codici che abilitano funzionalità di esecuzione automatica dei compiti. Un esempio concreto è FlightDelay, uno smart contract auto-esecutivo e auto-gestito che elimina l’uso del personale assicurativo per gestire in toto le pratiche assicurative. Gli utenti dovranno semplicemente inserire il valore del premio su un sito web Blockchain based e riceveranno automaticamente via e-mail la richiesta di pagamento, definita sulla base degli algoritmi e dei calcoli relativi al rischio determinati dal sistema di Business Intelligente Oraclize".
In questi giorni si apprende che, contrariamente alle rosee previsioni e nonostante l’apporto di cinque big del settore come Aegon, Allianz, Munich Re, Swiss Re e Zurich, la start up sarebbe in procinto di concludere la propria esistenza dichiarando lo stato di insolvenza.
Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi "questo dimostra ancora una volta come anche alle grandi compagnie capiti di fare cilecca, cioè di investire in progetti sbagliati. La ricerca spasmodica di strade nuove, non sempre è foriera di grandi conquiste; l’infatuazione per le soluzioni rapide, per le strade facili, a volte fa perdere di vista le vere opportunità ed il valore di ciò che si ha già, come le reti agenziali".
La Redazione

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